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Volumi (11)

Custodire, concepire. Il tempo e l'eccedenza (delle cose), Mimesis/Filosofie 2021.

Ogni giorno viviamo il passaggio tra due forme di tempo, il tempo cronologico, profano o lineare, e il tempo interiore o non-tempo, che vive di una dimensione mai confinata. Il tempo cronologico è il tempo diritto, che si misura in un prima e in un dopo, il tempo che prende, divora e inghiotte, che ci stringe e rinserra nel nostro tentativo, sempre maldestro e sempre sconfitto, di rinchiuderlo o fermarlo. È il nostro esperire il tempo in relazione a un oggetto, inafferrabile e mutevole come tutti gli oggetti dell’esistenza.
E poi c’è l’altro tempo, il tempo interiore, capiente e accogliente, il tempo circolare, che si apre e che contiene, e che più si apre più contiene. È il tempo custode e fecondo, che fa alleanza con tutto quello che siamo, che vive di spazio, respira di essere. Perché ogni giorno facciamo il tempo, ogni giorno cominciamo tutto il tempo che siamo.

Continuazione ideale di Donne di Illuminazione. Ḍākinī e demonesse, Madri divine e maestre di Dharma pubblicato alcuni anni fa, il volume è dedicato ad alcune straordinarie adepte tibetane dell’XI-XII sec. chiamate jo mo, discepole tutte del maestro buddhista tantrico indiano Pha Dam pa sangs rgyas (morto nel 1117). La storia delle ventiquattro venerabili, la cui esistenza ci viene tramandata attraverso un testo agiografico abbastanza antico – probabilmente non posteriore al XIII sec. e intitolato la Storia delle ventiquattro jo mo – viene qui per la prima volta interamente tradotto dall’originale tibetano. E se pure nella tradizione buddhista tibetana il termine jo mo non indica un particolare stadio di ottenimenti spirituali, almeno ventitre delle nostre jo mo, le quali condussero un’esistenza lontana dal mondo –nella solitudine delle montagne o dissimulando la loro reale identità– debbono essere riguardate quali adepte straordinarie, soprattutto per i segni prodigiosi venuti a manifestarsi al tempo della loro dipartita. Il volume poi contiene alcuni ‘canti spirituali’ o ‘canti di realizzazione’ (tib. mgur) di particolare bellezza e finezza poetica attribuiti a tre jo mo – non comprese nel testo relativo alle ventiquattro jo mo. Tali canti mgur, unitamente ad alcune istruzioni spirituali di forte impatto emotivo che il maestro tantrico, secondo le modalità proprie dei siddha dell’India, avrebbe rivolto a quei discepoli e discepole a lui particolarmente vicini e devoti, vengono qui tradotti dall’originale tibetano.

 

Il respiro della fiducia. Pratica di consapevolezza e visione materna, Mimesis/Frontiere della psiche 2015

La fiducia è da sempre in contatto non con il tempo cronologico, quello cui abbiamo affidato la misura di guadagno e perdita, ma con un tempo senza confini, il tempo interiore o tempo infinito del cuore. Un luogo, cioè, generoso di vita dove spazio e tempo seguono altre vie rispetto a quelle ordinarie, altri cammini di guadagno.

In forma materna. In deiner Nähe. Poesie Gedichte. Italiano - Tedesco, Ibiskos Editrice Risolo, Empoli 2014

 Si tratta di una opera breve in prosa poetica relativa alla figura materna, intesa quale immagine di senso, che ognuno di noi - nella sua presenza e nella sua assenza- porta indissolubilmente dentro di sé. Il testo nasce come riflessione - quasi una meditazione a voce sommessa – sulla figura primeva della madre che, sempre in bilico e quasi oscillando tra le immagini della maternità umana e della maternità divina, si fa visione aperta e feconda della infinità di esperienza, della infinità di essere cui essa ci ha iniziato.Nel corso dei secoli la figura materna è stata ripetutamente ferita nell’assolutizzazione del suo ruolo oblativo, così come del suo ruolo generativo - in quanto colpevole datrice della nostra imperfetta esistenza terrena. La relazione materna, poi, è stata concepita per molto tempo nella limitatezza di un fenomeno naturale e biologico. Da alcuni decenni, e a partire dal pensiero filosofico femminile, la relazione materna viene individuata quale imprescindibile relazione generatrice di cultura.Le riflessioni poetiche che il testo offre si inseriscono nel filone del recupero di una cultura materna, intesa come custodia amorevole della nostra frammentarietà e della nostra fecondità di esseri umani.

 

Es handelt sich um eine kurze poetische Prosa über die Mutterfigur als Sinnbild, das jeder von uns – in seiner An- und Abwesenheit – unauflösbar in sich trägt. Der Text entsteht – fast wie eine leise Meditation – als Reflexion über die  Figur der Urmutter, die stets zwischen den Bildern der menschlichen und der göttlichen Mutterschaft hin- und her schwankt und zu einem offenen und fruchtbaren Blick auf die Unendlichkeit der Erfahrung, die Unendlichkeit des Seins führt, in das sie uns eingeweiht hat.Im Laufe der Jahrhunderte wurde die Mutterfigur  in der Verabsolutierung ihrer hingebungsvollen, wie ihrer schaffenden Rolle wiederholt verletzt . Sie galt als die Frau, die unsere unvollkommene irdische Existenz hervorgebracht hatte und die Schuld daran trug.. Die mütterliche Beziehung wurde zudem lange auf ein natürliches, biologisches Phänomen beschränkt betrachtet. Seit einigen Jahrzehnten, seit Beginn des weiblichen philosophischen Denkens, wird die mütterliche Beziehung als unabdingbare Beziehung zur Hervorbringung von Kultur erkannt.Die im Text angebotenen poetischen Überlegungen fügen sich in die Reihe der Wiederentdeckung einer „mütterlichen Kultur“ ein, die als liebevolle Behütung unserer Bruchstückhaftigkeit und unserer Fruchtbarkeit als menschliche Wesen zu verstehen ist.

Der Text besteht aus drei Teilen – aus drei Formen – eingeleitet von einem Anfang und abgeschlossen von einigen Schlussworten.

 

 

 

Il fuoco dimenticato. Le auto-immolazioni dei tibetani, ARPABook 2014 (formato  eBook)

Le recenti auto-immolazioni nel fuoco di tibetani, sia monaci e monache che laici e laiche, risultano essere uno dei maggiori fenomeni di auto-immolazione del mondo contemporaneo. Si tratta di suicidi  oppure di sacrifici e dunque di atti di martirio? Sono atti giustificabili secondo l’etica buddhista? E, soprattutto, perchè ora?

Il testo intende offrire una prima analisi politico-religiosa di un tragico fenomeno ancora pressochè ignorato in Italia.

La pratica della fiducia
Lulu, Raleigh 2013

Il presente testo contiene alcune riflessioni relative alla pratica della fiducia, una pratica di umile lavoro quotidiano che si svolge nel qui e ora, nel cerchio quotidiano del nostro giorno, perchè da sempre c'è bisogno di fiducia per iniziare il giorno e continuarlo.

Lulu, Raleigh 2013

Donne di Illuminazione. Dākinī e demonesse, Madri divine e maestre di Dharma
Astrolabio-Ubaldini, Roma 2012

Può una donna diventare una buddha, una risvegliata? Ci sono state donne che in passato hanno ottenuto l'illuminazione, rinunciando ai ruoli tradizionali di mogli e madri per intraprendere la via del Buddha? Le praticanti, così come le divinità femminili, sono state sottomesse e subordinate alle loro controparti maschili, o si può parlare di modelli religiosi specificamente femminili? La concezione tipicamente androcentrica che sostiene l'impossibilità di ottenere il risveglio in un corpo di donna trova un comprovato riscontro testuale nelle sacre dottrine buddhiste?

In forma materna
Ibiskos Editrice Risolo, Empoli 2009

In forma materna è un'opera breve in prosa poetica relativa alla figura materna, intesa quale  immagine di senso, che ognuno di noi, nella sua presenza e nella sua assenza, porta indissolubilmente dentro di sé. Il testo nasce come riflessione -  quasi una meditazione a voce sommessa - sulla  figura primeva della madre   che,  sempre in bilico e quasi oscillando tra le immagini della maternità umana e  della maternità divina,  si fa  visione aperta  e feconda della infinità di esperienza, della infinità di essere cui essa  ci ha iniziato...

ibiskoseditricerisolo.it

MILAREPA, Il Grande Sigillo. La Radice della Chiarificazione della Conoscenza Originaria di Mahāmudrā
Introduzione, traduzione dal tibetano e note a cura di C. Gianotti Mimesis, Milano, 2004.

Unitamente alla prima traduzione italiana di un'opera fondamentale attribuita a Milarepa e relativa al percorso di Mahāmudrā (Grande Sigillo), il testo presenta un lungo saggio introduttivo, intitolato Il canto del limite, sul percorso spirituale e umano del celebre yogin tibetano.

mimesisedizioni

Cenerentola nel Paese delle Nevi.
Fiaba tibetana, Introduzione, traduzione dal tibetano e note a cura di C.Gianotti Strenna UTET 2003, UTET, Torino 2002 

Il volume contiene la prima traduzione italiana della storia tibetana di Cenerentola, unitamente a due saggi introduttivi, uno intitolato La demonessa del Tibet relativo alla figura della demonessa tibetana e alle sue origini pre-buddhiste, l'altro di carattere psicologico, intitolato La fanciulla alla ricerca del fuoco sul percorso della protagonista tibetana (alias Cenerentola) verso la maturità.

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